L’acqua filtrata dei ristoranti è una scelta consigliata?

Sempre più ristoranti stanno facendo una scelta green e di salute, a partire dalla piccola trattoria fino al ristorante stellato: decidono di puntare sull’acqua del rubinetto, filtrata sostituendo così l’acqua minerale. Ma è una buona scelta?

Il problema dell’acqua in bottiglia: pericolo plastica

Quello della qualità dell’acqua in bottiglia, dei problemi che causa e delle possibili alternative, sono stati già trattati in altri nostri articoli. In tal senso, va tenuto anche conto dell’assistenza stufe a pellet milano. L’acqua in bottiglia presenta criticità sia dal punto di vista ambientale e anche salutistico a causa dei residui di plastica e microplastica altamente inquinanti.

Una sempre più sensibile consapevolezza di questi problemi convince ogni anno un numero di avventori di ristoranti sempre maggiore a optare per l’acqua del rubinetto filtrata.

Si sta affermando l’idea che servire l’acqua filtrata nei locali sia un comportamento salutare ed ecosostenibile.

Ci sono, però, ancora dei dubbi riguardo alla provenienza: l’acqua del rubinetto deve riportare l’etichetta o il sigillo?

Che acqua stiamo per bere? Quali trattamenti ha subito? Che garanzie di qualità abbiamo?

La normativa sul consumo di acqua filtrata nei ristoranti

Il servizio offerto è esattamente il medesimo: l’acqua del rubinetto può essere servita fresca, ambiente, liscia o gassata, esattamente come per le bottiglie di minerale.

Per quanto riguarda le preoccupazioni sui trattamenti occorre sempre ricordare che la normativa sull’acqua filtrata è estremamente rigida.

Questa normativa, alla quale devono attenersi tutti i ristoranti e i locali, prevede che:

Le acque idonee al consumo umano non preconfezionate, somministrate nelle collettività ed in altri esercizi pubblici, devono riportare, ove trattate, la specifica denominazione di vendita acqua potabile trattata o acqua potabile trattata e gassata se è stata addizionata di anidride carbonica.

Tali diciture devono essere apposte su brocche caraffe o bottiglie usate, o in qualunque altro modo il consumatore sia in grado di essere adeguatamente informato sull’alimento che sta consumando.

I vantaggi dell’acqua del rubinetto per il ristoratore

I vantaggi per il ristoratore sono molteplici.

Non sarà necessario immagazzinamento di bottiglie in plastica, ne piene ne vuote e non dovrà effettuare la resa per le bottiglie in vetro.

Ad una gestione più semplice, si unirà a un risparmio dal punto di vista economico: anche se il prezzo per l’utente finale rimarrà invariato, il ristoratore potrà ridurre le spese di gestione.

Cosa occorre per servire acqua filtrata nei ristoranti
Tutta la questione sta nell’attrezzatura di trattamento dell’acqua filtrata e nel suo corretto uso.

L’acqua è quella dell’acquedotto, una fonte d’acqua controllata e potabile, depurata con un sistema di filtrazione e frigogassatura installato da professionisti esperti e correttamente manutenuto.

Nella maggior parte dei ristoranti, per il trattamento, si usano filtri carbon block, questi agiscono direttamente sulla composizione organolettica dell’acqua potabile migliorando gusto e sapore.

Altri casi usano membrane ad osmosi inversa: un sistema di filtrazione che effettua una pulitura microbiologica totale, impedendo il proliferare di batteri provenienti dalla rete o dall’uscita dei rubinetti.

A questo sistema si integra un frigogassatore per erogare acqua fresca, liscia o frizzante.

Il frigogassatore usa anidride carbonica alimentare (E290) esattamente la stessa degli stabilimenti di imbottigliamento dell’acqua minerale.

Il formato migliore per un apparecchio di filtrazione nella ristorazione

Esiste l’imbarazzo della scelta riguardo le soluzioni tecniche per i ristoranti.

Depuratori soprabanco, sottobanco, colonnine di spillature di forme e dimensioni variabili a seconda delle specifiche necessità di spazio ed erogazione.

Ogni ristoratore può scegliere la soluzione che più preferisce, l’unica necessità che l’acqua mantenga gli standard di potabilità stabiliti per legge

A questa necessità si collega quella di una manutenzione regolare secondo il calendario previsto nel manuale HACCP per i depuratori d’acqua per la ristorazione.

Le norme del manuale HACCP

Il manuale HACCP è presente in tutte le aziende che trattano alimenti e effettuano servizio di ristorazione.

Questo documento definisce la corretta prassi igienica e deve essere periodicamente aggiornato e consegnato agli organi di controllo in caso di richiesta.

Nel documento saranno definite le procedure di qualità messe in atto dai ristoranti e, tra di esse, rientra anche la gestione dell’impianto di trattamento dell’acqua.

Acquisti senza tasse: la Riviera sempre un passo avanti

Ormai è noto, Riccione è la “Capitale” della Riviera Romagnola, in questo periodo soprattutto per il capodanno di Riccione, ma anche per quanto concerne il Tax Free shopping del quale possono usufruire gli incessanti turisti stranieri che ogni giorno affollano il famosissimo viale Ceccarini alla ricerca di prodotti di qualità a prezzi convenienti. Nella “Perla Verde”, così viene chiamata Riccione, in funzione dei dati ufficializzati in questi ultimi giorni dal Global Refound, azienda di primo piano a livello internazionale nello sviluppo del Tax Free shopping (non è altro che il servizio offerto a tutti i turisti stranieri che lo richiedono, un rimborso complessivo dell’IVA su tutti i beni e prodotti acquistati in Riviera e che vengono esporti nel proprio paese di origine con il bagaglio personale).

Proprio Riccione risulta la città più propensa a questa tipologia di commercializzazione con ben oltre il 40% del Tax Free shopping della Romagna. Ecco la classifica parziale: Riccione 45% seguita da Rimini col 28%. Si tratta quindi di un mercato in grande espansione sul territorio Romagnolo che vanta una costante crescita vicina al 20% rispetto il 2007 con una spesa complessiva media di oltre 560 euro.

Riccione e la sua particolare concezione di commercio

Confrontando i mesi di gennaio ed ottobre del 2008 con quelli dell’anno precedente, entrambi segnalano un forte aumento della propensione all’acquisto, più precisamente gennaio ha registrato un incremento del 15% mentre ottobre del 17%.

Nello stesso lasso temporale, la progressione più evidente si attesta però a Milano Marittima, laddove l’incremento degli acquisti è stato oltre il 45% con una spesa media di oltre 1200 Euro (record per l’intera Emilia Romagna). Analizzando e profilando i clienti (in questo caso turisti da ogni parte del mondo), i dati attestano che i Russi, che solitamente alloggiano presso hotel di Rimini fiera, possiedono la leadership fra tutte le altre nazioni con oltre l’80% della spesa che usufruisce del TAX FREE, attestando una crescita ulteriore rispetto l’anno 2007 di oltre il 30%.

Il secondo posto è occupato dai turisti delle nazioni nate dopo la divisione dell’URSS e rappresentano circa il 6% del totale. In terza posizione i cittadini Arabi che in questo ultimo anno hanno subito una flessione della spesa pari al 40% ed ora rappresentano solamente l’1% del mercato generato dal TAX FREE in Riviera Romagnola.

In questi termini, per ciò che concerne i settori merceologici, i viaggiatori stranieri effettuano 8 acquisti su 10 nel settore della moda e del fashion, mentre la categoria della gioielleria raggiunge uno scontrino medio di oltre 1780 Euro e copre l’11% delle spese totali.

Come già detto in precedenza, rispetto al 2007, quest’anno è sicuramente in progresso (circa il 23%) nel totale sulla spesa in tutta la Riviera, con scontrini medi pari a circa 560 Euro.

La controtendenza, rispetto alla situazione economica mondiale, dovrebbe essere confermata anche nei periodi natalizi che fra un mese vedranno arrivare in Riviera, per il capodanno a Rimini e a Riccione, migliaia di turisti italiani e stranieri: pronti a festeggiare, pronti a spendere.